Pubblicazioni · Elledici, 2020
Le pagine introduttive del volume
Le pagine di apertura della biografia «Don Silvio Galli. Prete delle Beatitudini» (a cura di don Pierluigi Cameroni, Elledici 2020): la presentazione del Vescovo di Brescia e l'avvertenza del Postulatore.
Il 12 giugno 2012 moriva a Chiari, in provincia di Brescia, il Salesiano don Silvio Galli, nato il 10 settembre 1927 a Palazzolo Milanese e vissuto, come religioso e sacerdote, al «San Bernardino» di Chiari per oltre 50 anni, dapprima come docente di materie classiche, quindi come preside, infine come prete degli ultimi — ispiratore e guida dell'Auxilium per il soccorso delle povertà materiali e morali —, confessore ed esorcista.
La fama di santità e la cospicua fama di segni che lo aveva accompagnato già in vita trovava conferma al momento della morte e continua dal momento della morte ai nostri giorni. È lo stesso popolo di Dio, spesso attraverso gente di solida formazione umana e cristiana, a richiedere l'apertura della sua Causa di Beatificazione e Canonizzazione: richiesta espressa con la presentazione del Supplex Libellus fatta dalla Congregazione salesiana in data 12 giugno 2019. Subito ho accolto con gioia tale richiesta, motivato anche dal fatto che ancor prima di arrivare a Brescia come Vescovo io stesso avessi avuto notizia della fama di santità di don Galli.
La testimonianza di don Galli porta un nuovo tassello alla santità del carisma salesiano e alla santità della Chiesa bresciana di cui è figlio esemplare: testimone e annunciatore del vangelo della misericordia, espressione di un cuore umile e puro, come ricorda Papa Francesco: «Chi desidera veramente dare gloria a Dio con la propria vita, chi realmente anela a santificarsi perché la sua esistenza glorifichi il Santo, è chiamato a tormentarsi, spendersi e stancarsi cercando di vivere le opere di misericordia» (Evangelii Gaudium, 107). Il Signore lo ha colmato di innumerevoli doni, ma ciò che ha caratterizzato la vita di questo «umile prete» sono state le virtù: dell'umiltà, del nascondimento, della povertà, della carità, dell'amore alla sofferenza, vissuta personalmente e nei fratelli.
L'attualità di questa Causa è espressa da diversi aspetti: don Silvio è modello di santità sacerdotale e di autentica vita consacrata in un tempo segnato da scandali, abbandoni, mondanità, un vero mistico dello Spirito ancorato alle colonne dell'Eucaristia e di Maria Ausiliatrice; esempio di sacerdote «in uscita», con l'odore delle pecore, con una grande singolarità: se è indubbio che gli esce a cercare chi si era perduto, a visitare gli ammalati, a confortare i carcerati, ecc., egli è stato soprattutto un sacerdote da cui la gente accorreva: per così dire, non aveva bisogno di uscire perché erano gli altri che venivano a cercarlo; profeta della sacralità della vita, di ogni vita, soprattutto quella più debole, indifesa, ferita, umiliata, sfruttata, emarginata, scartata; testimone e incarnazione di una viva paternità spirituale, con la carità pastorale e apostolica di un figlio di san Giovanni Bosco.
Avevo desiderato proprio il 12 giugno di quest'anno aprire solennemente nel Duomo di Chiari l'Inchiesta diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Silvio, ma la situazione creatasi con la pandemia del coronavirus ha fatto sì che si debba rimandare a data da stabilire questo evento, quando le condizioni lo consentiranno. Tuttavia anche questo fatto voglio leggerlo con spirito di fede, credendo che Dio opera sempre per il bene dei suoi figli e anche nelle avversità e contraddittorietà della vita c'è un disegno provvidenziale, come ci viene anche ricordato in questo testo curato dal Postulatore della Causa, don Pierluigi Cameroni, che ci presenta don Silvio Galli come «Prete delle Beatitudini».
Questa pubblicazione è un ulteriore segno che la Causa di don Galli è viva e che tutti siamo sollecitati a conoscere la testimonianza evangelica di questo umile sacerdote e pregare lo Spirito Santo affinché possa essere proposto alla nostra Comunità ecclesiale come un santo, come un modello di chi si è fatto «debole per i deboli, per guadagnare i deboli; […] tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno» (1Cor 9,22).
Nello stile di don Galli, che accoglieva ogni persona invitandola innanzitutto alla preghiera, all'affidamento a Maria Ausiliatrice, voglio introdurre queste pagine con la preghiera composta per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio e che io stesso ho approvato:
Padre buono e misericordioso, noi ti rendiamo grazie perché in don Silvio Galli, Salesiano di Don Bosco, ci hai dato un vero discepolo del Maestro delle Beatitudini, un povero di cuore, aperto alle necessità del prossimo, un uomo mite e umile, segno della consolazione dello Spirito per tanti fratelli e sorelle feriti nell'anima e nel corpo, un appassionato ministro del perdono che guardava ad ogni persona con misericordia, un puro di cuore aperto alla tua grazia, un operatore di pace, seminatore di speranza, un fedele compagno della croce fino al termine della vita.
Ti chiediamo, per l'intercessione della Vergine Ausiliatrice — a cui fin da ragazzo si è affidato con cuore di figlio — di glorificare questo tuo servo fedele e di concedere a noi, per sua intercessione, la grazia che fiduciosi ti chiediamo. Amen.
✙ Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia
Quando si trattò di valutare se vi fossero elementi fondati e probanti circa la fama di santità e di segni di don Silvio Galli, così da avere la certezza morale di inoltrare ufficialmente la richiesta di apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione al Vescovo di Brescia, nell'arco di pochi mesi giunsero numerose testimonianze spontanee e cariche di affetto, riconoscenza e devozione a questo figlio di don Bosco.
Avviati poi i primi passi della Causa, venne ancor più in evidenza la necessità di mettere a disposizione di tante persone un testo ampio e documentato della vita di don Galli, che permettesse di averne migliore conoscenza. Il presente volume è un primo tentativo di offrire uno strumento che aiuti a conoscere don Silvio Galli alla luce di alcune testimonianze, sia nella varietà degli aspetti della sua infaticabile missione, sia nella profondità della sua vita interiore.
Sono consapevole che attraverso le pagine che seguono sarà accessibile al lettore solo la punta emergente di un mondo più grande e ricco, che non sarà mai possibile indagare e conoscere in tutta la sua ricchezza: nello stesso tempo, sono però convinto della necessità di offrire questo primo lavoro, cui nel tempo senza dubbio si aggiungeranno altri contributi. Ciò mi spinge ad esprimere la massima disponibilità ad accogliere ogni tipo di indicazione che possa aiutare ad integrare nuovi elementi, fatti ed esperienze, correzioni e aggiunte, tali da permettere una migliore conoscenza della testimonianza evangelica di don Silvio Galli.
Nel presentare la vita di don Silvio Galli, questo libro attinge a fonti documentali e testificali. Il riferimento ad alcuni scritti già composti su di lui si intreccia così alla parola viva di chi lo ha conosciuto e aiuta oggi anche noi a conoscerlo. In tal senso, la Postulazione Generale Salesiana si è avvalsa di alcune testimonianze spontanee che tanti fedeli le hanno rilasciato sulla figura di questo Servo di Dio: per rispettare la giusta riservatezza dei testimoni, si segnala tuttavia che si è sempre avuta cura di chiederne il permesso ai diretti interessati; inoltre si sono omessi quei riferimenti di nome, luogo e circostanze contestuali che potessero favorire una identificazione degli autori.
La testimonianza di don Silvio Galli, «Prete delle Beatitudini», che visse in modo originale e per certi aspetti singolarissimo il suo cammino di santità come consacrato e come sacerdote, è innanzitutto riconoscimento di un dono dello Spirito e insieme uno stimolo a rispondere alla chiamata alla santità, così come papa Francesco esorta: «Essere santi non significa, pertanto, lustrarsi gli occhi in una presunta estasi. Diceva san Giovanni Paolo II che "se siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi". Il testo di Matteo 25,35-36 "non è un semplice invito alla carità: è una pagina di cristologia, che proietta un fascio di luce sul mistero di Cristo". In questo richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi» (Gaudete et Exsultate, 96).
Don Pierluigi Cameroni, SDB, Postulatore Generale