Centenario salesiano a Chiari · 14 giugno 2026
card. Ángel Fernández Artime

Per il XIV anniversario della nascita al cielo di don Silvio Galli e nel primo centenario della presenza salesiana al San Bernardino di Chiari, il card. Ángel Fernández Artime ha celebrato la Santa Messa con numerosi sacerdoti. Nell'omelia ha ricordato come la comunità abbia accolto in modo straordinario il carisma dei figli e delle figlie di Don Bosco: tante famiglie — genitori, nonni, ex-allievi del San Bernardino — hanno fatto di quest'opera «un cuore» per la città, in un duplice movimento di gratitudine, verso chi è venuto e verso chi ha accolto.
Il cuore dell'omelia è stato un invito: «Chiedete a Dio il dono di sorprendervi». Ricordando gli anni da Rettor Maggiore, in cui ha visitato 121 nazioni e ha visto tanto dolore ma anche tante vite cambiate dal bene, il Cardinale ha confidato la sua preghiera quotidiana: «Signore, dammi la grazia di non abituarmi mai, di sorprendermi». Nulla di ciò in cui Dio fa fiorire il bene è «normale»: è straordinario, perché nasce dal suo tocco e dalla sua grazia. Anche il bene vissuto a Chiari e la figura di don Silvio non vanno dati per scontati.
Don Silvio Galli è stato presentato come un uomo di Dio dal dono raro: saper tradurre il Vangelo nella carità concreta — accogliere, ascoltare, guardare negli occhi, dare il pane a chi ha fame. La fede, ha ricordato citando san Giacomo, si mostra nelle opere; e — riprendendo le parole di Papa Leone XIV, che ha accompagnato nel recente viaggio in Spagna — non si può credere in Dio ed essere indifferenti ai fratelli. Dal Vangelo del giorno (Mt 9): Gesù ebbe compassione delle folle stanche, e quella compassione don Silvio l'ha tradotta in gesti concreti, coinvolgendo molti.
Infine, richiamando il suo servizio presso il Dicastero delle Cause dei Santi, il Cardinale ha sottolineato il valore della fama di santità: non la fama mondana, ma la memoria viva del popolo di Dio. Una memoria che don Silvio possiede davvero, testimoniata dalle molte grazie e richieste di intercessione raccolte negli anni. Di qui il compito affidato all'assemblea: custodire e trasmettere questa memoria, e pregare, perché, se è volontà di Dio, don Silvio sia un giorno riconosciuto come uomo di santità. «È Dio che lo fa — ha concluso — ma Dio si serve di noi».